Il personaggio del mese: Dino Labbate, il portiere sempreverde

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Modesto Labbate, per tutti Dino, nasce in una famiglia numerosa a Polignano a Mare il 12 maggio del 1968, segno zodiacale del toro. Dino è un altro capitolo di letteratura sportiva, pallone e poesia.

Proprio il pallone è il primo passatempo dei ragazzi nelle vie della cittadina a strapiombo sul mare che ha dato i natali anche al grande Domenico Modugno, cosicché il piccolo Dino prende confidenza con la sfera arrivando a diventare col tempo portiere di calcio. Sarà una squadra della sua città a fargli disputare diverse stagioni da titolare, il Polimnia, fino alla piena maturità con una parentesi al Monopoli. Dino Labbate, infatti, gioca a calcio fino all’età di trentadue anni, una vita, in pratica fino all’anno 2000. Il Polimnia è stata la sua ultima squadra di calcio a 11.

Un’opportunità di grande cambiamento si apre quando il Real Polignano, società di calcio a 5 all’epoca al secondo anno di attività, gli propone il passaggio dal grande campo comunale al piccolo Mariano Siesto, un impianto in erba sintetica situato proprio nel centro cittadino, con tanto di piccola tribuna. Si tratterà di un grande colpo di mercato, tale da destare scalpore anche ai cugini dell’Unione Sportiva, attiva dal 1997 dopo l’estemporanea parentesi del campionato regionale 1990-1991.
Dino ha voglia di giocare, per questo si cala con grande entusiasmo e umiltà nella nuova realtà del pentacalcio. La longevità accompagna i grandi campioni, non sempre a dire il vero, ma chi costruisce una carriera lunga lo fa perché è fondamentalmente bravo, talmente bravo dal desistere nella decisione di quando lasciare il campo di gioco. Dino sarà uno di questi, è ancora troppo giovane quando inizia a giocare a calcio a 5 e già nella prima stagione raggiunge il secondo posto con il suo Real alle spalle del Real Gravina di Aldo Capozza, disputando i play off contro il Bisceglie calcio a 5, poi promosso in Serie B. E’ il Real Polignano del diesse Vito Montanaro e di un altro ex buon calciatore, Dionisio Impedovo.

Nella stagione 2001-2002, il Real Polignano arriva secondo nel girone C pugliese alle spalle dei rivali cugini dell’US. Ai playoff superano nei quarti il Fovea ma devono arrendersi allo Sport Five nelle gare di semifinale, nonostante gli innesti di Feliciano Angiulli, proveniente dal Martina, e proprio di due ex Sport Five, Massimo Monopoli e Michele Andresini. La promozione in Serie B dell’US porta la società di Vito Montanaro a puntare all’obiettivo promozione con maggiore determinazione, tant’è che nelle due stagioni successive arrivano giocatori di qualità come Cesare Marasciulo e Domenico Trimigliozzi e un tecnico di esperienza come Mimmo Dicosmo, ma il risultato non andrà oltre un dignitoso piazzamento nel girone.

Dino dimostra di avere le qualità di gran portiere, sia dal punto di vista tecnico, sia per quanto riguarda la personalità. Trasmette sicurezza ai compagni, guidandoli da leader aggiunto, il suo posto oramai non si discute, la squadra va rinforzata negli uomini di movimento. Nella stagione 2004-2005 arriva un secondo posto alle spalle della corazzata Martina, con gli innesti nel roster polignanese di bomber Sassanelli e Colaianni, ma l’obiettivo massimo sarà rimandato di una sola stagione, la 2005-2006.
A guidare la squadra è il player-manager Feliciano Angiulli che però sarà sostituito a febbraio dal conversanese Nicola D’Alessandro. Sarà quindi un altro ex Libertas Castellana a guidare la squadra di Polignano verso il primato e la conseguente promozione in Serie B. Oltre a Labbate, D’Alessandro si affida ai vari Gaetano Fiume, Antonio Recupero, Piero Basile, Dionisio Impedovo, rientrato dal prestito allo Sport Five, Giuseppe Cipollino, Michele Andresini, Stefano Plantamura e Cesare Marasciulo, tutta gente di qualità ed esperienza.

La squadra del presidente Giuseppe Montalbò, del diggì Vito Montanaro e del neo tecnico argentino Pablo Parrilla affronta il suo primo campionato cadetto con la triade di portieri composta da Centrone, Guglielmi e Labbate, i difensori Genco, Giuliani, Lovecchio e Sciannamblo, il laterale Mastronardi, gli universali Impedovo e Morgese, il pivot Francesco Labbate più i primi stranieri in rossoverde, il brasiliano Baraldi e gli argentini Massa e Perez. Il club che gioca in Via Montessori si piazza da matricola al quarto posto puntando molto sui più giovani Centrone e Guglielmi, così per Dino Labbate c’è meno spazio e l’inevitabile passaggio a un’altra squadra che avviene nell’estate del 2007 sembra la soluzione più logica. E’ l’ambizioso Biancazzurro Fasano del presidente Olive ad acquistare l’estremo difensore polignanese col vizio del gol. Dino para e di tanto in tanto prova anche a sorprendere le difese avversarie col suo tiro forte e preciso. Il portiere scende in C1 per vincere il campionato, come due anni prima col Real, con una squadra composta da Tommy Alessandrino, Gaetano Potente, ancora Dionisio Impedovo e i brasiliani Maikon Basso, Anderson Ribeiro, fratello di Juninho, Lorenzo Baraldi, Rodrigo Garagnani, Sergio Segundo e Betinho, con in panca il compaesano Vincenzo Recupero, ex US. La vittoria del campionato arriva al primo tentativo, nel 2008, bruciando l’agguerrita concorrenza di Real Molfetta e Virtus Monopoli. Dino vola tra un palo e l’altro e para. In campo è anche un uomo in più, grazie a buoni piedi e senso della posizione.

In B Dino, saracinesca e veterano di lungo corso, si trasferisce al CSG Putignano allenato da Piero Basile, già suo compagno di squadra nel Real Polignano, dove tra i pali trova il brasiliano Robson Pereira. Per Labbate sarà un’altra stagione importante, seppur non da titolare, perché arriva la vittoria del campionato, infatti, il team del presidente De Luca fa il salto in A2 insieme a giocatori come Sandro D’Aprile, Arellano, Carulla, Giotta, Scatigna, Juninho, Massa, Miguel e Favalli, uno squadrone.
Al termine della stagione però, a quarantuno anni, sembrava arrivato il momento giusto per appendere i guanti al chiodo. Così doveva essere, così aveva deciso l’eterno ragazzone di Polignano. Il presidente Cosimo Scatigna della neonata LC Five Martina vuole raggiungere in tre anni la Serie B quindi serve un portiere d’esperienza per la sua squadra in C2. Questo portiere sarà proprio Dino Labbate che con la sua nuova squadra vincerà il campionato senza grandi patemi insieme ai neo compagni di squadra come il compianto Morricella più Cuscito, Martellotta e Digiuseppe.

Nella stagione seguente Dino passa allo Sporting Club Grotte di mister Vito Cisternino, realtà che riparte dalla C2 dopo diverse stagioni di calcio a 11. Dopo due buoni piazzamenti, nel 2013 i gialloblù vincono il campionato di Serie C2, cui seguirà il secondo posto in Serie C1 2013-2014 e la vittoria dei play off regionali fino alla fatale sconfitta a Isernia nella fase interregionale. Clamorosamente però la squadra non si iscrive al campionato successivo, così Labbate riparte nuovamente dalla C2, dall’Effe.Gi. Castellana di Francesco Galizia. Dino non si accorge più degli anni che passano, l’elisir di lunga vita funziona grazie alla passione e a un’abnegazione da vero professionista, così arriva una lunga nuova esperienza come portiere del Trulli e Grotte, tra C1 e C2, giocando nel tensostatico Sandro Pertini di Castellana Grotte, con Vito Cisternino in panchina. Dino è un uomo spogliatoio. Sta disputando la sua quinta stagione al Trulli e Grotte.

Dino si avvicina ai cinquantadue anni, è già storia. Per noi è leggenda, certe storie, certe carriere sono letteratura sportiva, poesia del pallone, rime di campo, guanti, sacrifici, successi, insuccessi e sudore. Lunga vita, campione!

di Francesco Dell’Orco