Lopopolo: “Al Molfetta do 7, risultati altalenanti non ci hanno permesso di lottare per A2”

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Sono passate due settimane dagli ultimi impegni ufficiali di campionato e la nostalgia da futsal giocato comincia a farsi sentire. Bisogna però tenere duro e rimanere a casa rispettando le indicazioni del Governo in materia di emergenza sanitaria. Volgendo lo sguardo alla stagione disputata sino a fine febbraio, abbiamo scambiato alcune impressioni con l’estremo difensore delle Aquile Molfetta, Claudio Lopopolo. “Direi che la nostra stagione sino ad ora è stata positiva. Darei un 7 in pagella alla squadra, soprattutto considerando che abbiamo ottenuto una storica qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia di Serie B”.

Molfetta che occupa le terza posizione in classifica nel girone G di Serie B, cosa è mancato per lottare con Futsal Capurso e Giovinazzo in zona primato prova a spiegarlo il portierone nativo di Bisceglie, “Pur non subendo gli avversari, abbiamo avuto risultati altalenanti e perso molti punti fuori casa. A Campobasso, nell’ultimo turno disputato, abbiamo dato una bella sterzata a questo trend negativo e mi auguro che il finale di campionato possa vederci protagonisti”.

La qualificazione alle finali di Coppa Italia resta, al momento, il fiore all’occhiello della stagione, “Per uno strano scherzo del destino – ricorda Lopopolo – sin dal 5-5 recuperato da noi contro il Giovinazzo nel finale, abbiamo avuto la sensazione che potesse essere un percorso alla nostra portata. Poi siamo stati bravi noi a crederci sempre ed a staccare il biglietto per la Final Eight. Non sappiamo se la giocheremo, ma in caso positivo questa edizione della Coppa Italia la vogliamo onorare sino alla fine”.

Discorso emergenza sanitaria che non può essere dimenticato in un momento così critico, “La stiamo vivendo con preoccupazione – ammette il portiere del Molfetta – soprattutto per la salute dei nostri genitori e delle persone più anziane, quelle maggiormente esposte a questo virus. Ma lo stesso vale per chi è genitore verso i propri figli. Io nonostante tutto mi sento in dovere, quando mi sveglio al mattino, di dover andare a lavorare perché stando nel settore alimentare per approvvigionare i supermercati dedichiamo anche 12 ore al giorno per fare il nostro dovere”.